Effetto Foucault

Suite française 3/2020

L’uomo

è

un’invenzione recente.

Premessa
Qual è l’effetto-Foucault ad alcuni decenni dalla sua scomparsa? Che cosa resta del suo insegnamento? Che cosa è penetrato stabilmente nella ricerca anche in settori diversi da quelli che ha indagato in prima persona? Oggi appare come un Maestro di cui seguire le orme o un oggetto di studio al pari di altri? È partendo da queste curiosità che siamo andati a cercare il Foucault degli studiosi consolidati e il Foucault dei giovani e giovanissimi, il Foucault degli interpreti più familiari con il suo pensiero e il Foucault dei più distanti. La sua opera in passato ha diviso profondamente: da una parte il rigetto completo, dall’altra un’adesione resa esplicita in primo luogo dall’adozione di un gergo comune. Sarebbe inesatto affermare che abbiamo trovato un Foucault pacificato: punti di vista critici e letture differenziate trovano spazio anche in questa raccolta. Quello che ci sentiamo di dire è che, con il tempo, le sue teorie sono entrate – senza più scandalo – a far parte della cassetta degli attrezzi di cui ogni studioso può servirsi. In questo anno reso eccezionale dalla pandemia lavorare insieme a questa indagine – noi insieme agli autori, i revisori e la Redazione, che ha svolto un ruolo fondamentale – ci è sembrato qualcosa di doveroso: continuare a fare il nostro mestiere pur tra mille difficoltà. Ne resta traccia negli articoli che pubblichiamo: il ricorso alla lingua originale e perfino il tema spesso non sono il frutto di una libera scelta, ma la risposta a una necessità, dettata dall’esigenza di comprendere il presente e da alcune delle costrizioni che l’hanno segnato, come la chiusura delle biblioteche e l’isolamento. Abbiamo voluto che restassero così, a testimoniare la durezza del momento e la volontà che ci ha mossi.

spazio mobile

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Uno spazio in movimento pensato per accogliere proposte e riproposte di autori, saggi, opere d’arte,
ma anche novità, pre-print, recensioni, suggerimenti, progetti, ripensamenti, polemiche.
Legato principalmente  al tema lanciato ogni volta dalla rivista, ospita anche proposte provenienti dai lettori.

Francesco Casales – Il laboratorio delle sorgenti. Appunti a partire dalla «Storia di un ruscello» di Élisée Reclus

Nel pieno della clausura internazionale la casa editrice milanese «elèuthera» ha ripubblicato in nuova edizione un classico del pensiero geografico e libertario francese

Cristina Cassina – Flora Tristan, una socialista nell’età romantica

Del progetto Donne e Pensiero Politico (DoPP) – ideato e curato da Cristina Cassina, Giuseppe Sciara e Federico Trocini,  e promosso dall’Istituto G. Salvemini di Torino

Francesco Patrucco – Balzac: ipertesto, modello e maschera della poesia di Cucchi

Maurizio Cucchi nasce il 20 settembre del 1945 a Milano, dove ancora oggi vive e lavora. Figlio di Luigi e Tina, Cucchi cresce in una famiglia che gode dei vantaggi

Roberto Colozza – Flâneries de noantri. Nei luoghi di Paolina

«Lo sapete chi è che sòna? […] È Paolina Borghese, ’a sorella de Napoleone… Sì ma ’n penzate a’a statua de Canova, quella ’gnuda

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ABOUT

Suite française in breve
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«Mio Dio, cosa mi combina questo paese?»
(dal diario di Irène Némirovsky)

 

Che cos’è la Francia per noi? È Montaigne? Derrida? Monet? Manet? Forse la Nouvelle Vague? O magari Chanel N°5?
La Francia oggi è vieux jeu, direbbe Henry James: polvere e declino conditi da indubbia eleganza. Ma è proprio alla cultura e alla politica che parlano francese che è dedicata questa rivista. Non per desiderio di rivincita, di esclusività o esclusione, e neppure per coltivare una nicchia antiquaria: piuttosto, per l’importanza che le idee, gli autori e i temi della cultura francofona hanno avuto, e continuano ad avere, in politica e storia, in filosofia e letteratura, nelle arti e nelle scienze.
Da qui l’idea di puntare i riflettori sul mondo che è al centro dell’opera di Irène Némirovsky. La scommessa è concentrare attorno alla politica tutti gli altri saperi che riguardano la Francia, trattare la cultura alta senza trascurare quella pop, tenere in equilibrio corale e singolare (termini di Irène), incrociare sguardi interni e sguardi esterni, non fermarsi alla finestra italiana.
È un progetto che può essere realizzato in modi diversi. Noi abbiamo scelto di fondare una rivista scientifica – un numero l’anno, monografico, costruito a partire da una call, pubblicato in italiano, inglese e francese – e di aprire al suo interno  sans souci,  uno spazio dedicato a proposte e riproposte saggistiche, letterarie, artistiche, all’intervento dei lettori.

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