Secondo natura

Suite française 4/2021

Le società sono esseri viventi: il loro studio dunque

è una branca della storia naturale.

(A. Bordier, La vie des sociétés)

Premessa
Da una parte un positivista di fine Ottocento, dall’altra un filosofo del Novecento oggi molto studiato. A porsi l’eterna domanda sulla natura e sul suo rapporto con le scienze dell’uomo. Secondo natura si colloca nello spazio disegnato da queste due risposte: si interroga sul pensiero ecologista, discute la filosofia di Cousin, Charbonneau, Merleau-Ponty, Kojève, Baudrillard, sottolinea la funzione della natura nella poesia e nel cinema, riprende alcuni degli atteggiamenti che la cultura ha assunto nei suoi confronti: dal posto della natura in Diderot all’evoluzione secondo Lamarck, dal naturalismo della Scuola di criminologia positiva all’immagine femminile (e di conseguenza istintiva e “naturale”) della folla. Nel far questo non vibra di sdegno né di entusiasmo, e rappresenta un’eccezione. Un’eccezione che ci teniamo a coltivare.

On peut se demander si la pensée peut vivre dans

un univers exclusivement humain et artificiel.

(M. Merleau-Ponty, La nature)

spazio mobile

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Uno spazio in movimento pensato per accogliere proposte e riproposte di autori, saggi, opere d’arte,
ma anche novità, pre-print, recensioni, suggerimenti, progetti, ripensamenti, polemiche.
Legato principalmente  al tema lanciato ogni volta dalla rivista, ospita anche proposte provenienti dai lettori.

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Call for papers:Leggere Tocqueville da Pechino a Buenos Aires

ABOUT

Suite française in breve
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«Mio Dio, cosa mi combina questo paese?»
(dal diario di Irène Némirovsky)

 

Che cos’è la Francia per noi? È Montaigne? Derrida? Monet? Manet? Forse la Nouvelle Vague? O magari Chanel N°5?
La Francia oggi è vieux jeu, direbbe Henry James: polvere e declino conditi da indubbia eleganza. Ma è proprio alla cultura e alla politica che parlano francese che è dedicata questa rivista. Non per desiderio di rivincita, di esclusività o esclusione, e neppure per coltivare una nicchia antiquaria: piuttosto, per l’importanza che le idee, gli autori e i temi della cultura francofona hanno avuto, e continuano ad avere, in politica e storia, in filosofia e letteratura, nelle arti e nelle scienze.
Da qui l’idea di puntare i riflettori sul mondo che è al centro dell’opera di Irène Némirovsky. La scommessa è concentrare attorno alla politica tutti gli altri saperi che riguardano la Francia, trattare la cultura alta senza trascurare quella pop, tenere in equilibrio corale e singolare (termini di Irène), incrociare sguardi interni e sguardi esterni, non fermarsi alla finestra italiana.
È un progetto che può essere realizzato in modi diversi. Noi abbiamo scelto di fondare una rivista scientifica – un numero l’anno, monografico, costruito a partire da una call, pubblicato in italiano, inglese e francese – e di aprire al suo interno  sans souci,  uno spazio dedicato a proposte e riproposte saggistiche, letterarie, artistiche, all’intervento dei lettori.

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